
Provate a dire: «Stella stellina, la notte si avvicina…».
Quasi tutti continueranno la filastrocca. Molti, però, non sapranno dire chi l’ha scritta. L’autrice è Lina Schwarz, nata a Verona nel 1876, poetessa e scrittrice per l’infanzia che pubblicò la sua prima raccolta, Il libro dei bimbi, nel 1904 e collaborò anche con Il Corriere dei Piccoli e Il Giornalino della Domenica. Alcuni suoi versi sono diventati così popolari da essere percepiti quasi come filastrocche della tradizione orale.
Ed è proprio qui che interessa al Punto Blu.
Schwarz scriveva quando la letteratura infantile aveva spesso un tono moraleggiante. Lei riuscì invece a guardare il mondo dalla parte del bambino: piccole marachelle, animali, natura, mamme, paure e curiosità quotidiane, raccontate con ritmo, ironia e una certa complicità verso i più piccoli.

Non è Gianni Rodari e sarebbe sbagliato considerarne semplicemente un’anticipatrice, ma un punto di contatto esiste: la parola come gioco, il ritmo, l’ironia e soprattutto il rispetto per lo sguardo infantile. Rodari porterà poi questa idea molto più lontano, trasformando fantasia e linguaggio anche in strumenti per capovolgere la realtà e imparare a pensarla diversamente.
Se volete riscoprire Lina Schwarz con figli o nipoti, partite naturalmente da “Stella stellina”, ma cercate anche “Bolli bolli pentolino”, La balia della Lella, Coraggio nelle avversità e La partenza per la scuola. Sono testi di un altro tempo e talvolta lo si sente. Ma proprio per questo possono diventare anche un piccolo viaggio nella storia dell’infanzia italiana.
Perché prima dei tablet, prima dei cartoni animati e molto prima dell’intelligenza artificiale, bastavano una voce, qualche rima e un bambino disposto ad ascoltare.
E forse funzionano ancora.


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