Giannino Stoppani detto Giam Burrasca, nasce all’inizio del Novecento, quando ai bambini si chiedeva soprattutto di stare composti, obbedire e non fare troppe domande.

Lui, naturalmente, fa esattamente il contrario.
Vamba pubblicò Il giornalino di Gian Burrasca a puntate sul Giornalino della Domenica dal 1907: un diario nel quale un ragazzino di nove anni combina disastri, interpreta alla lettera ciò che dicono gli adulti e, soprattutto, finisce continuamente per smascherarne contraddizioni e ipocrisie.
Ed è forse questo il motivo per cui Gian Burrasca può ancora divertire un bambino di oggi.
Sono cambiati la scuola, le famiglie, il linguaggio e naturalmente il mondo. Ma gli adulti che predicano bene e razzolano male? Quelli sembrano avere attraversato indenni più di un secolo.
Oggi Giannino avrebbe probabilmente uno smartphone, il registro elettronico e una chat di classe. E immaginarlo con questi strumenti a disposizione dovrebbe già preoccupare parecchio genitori e insegnanti.
Poi arrivò la televisione.
Tra il 1964 e il 1965, la Rai trasformò il libro in uno sceneggiato musicale di otto puntate, diretto da Lina Wertmüller, affidando incredibilmente il ruolo di Giannino a una giovanissima Rita Pavone. Le musiche erano di Nino Rota e da quella serie uscì anche l’indimenticabile Viva la pappa col pomodoro. Lo sceneggiato entrò nell’immaginario popolare e venne riproposto più volte negli anni successivi.
Ma allora, Gian Burrasca può piacere ancora ai bambini di oggi?
Secondo noi sì. Magari qualche parola e qualche situazione hanno bisogno di essere spiegate. Ma sotto quella patina da Italia dei primi del Novecento c’è qualcosa di modernissimo: un bambino che guarda il mondo degli adulti e si domanda continuamente: “Ma siete proprio sicuri che abbia senso?”
E forse è proprio per questo che, più di cent’anni dopo, Gian Burrasca continua a essere pericolosamente simpatico.
Genitori e nonni: voi lo avete letto? Avete visto Rita Pavone nei panni di Gian Burrasca? E lo fareste leggere oggi ai vostri bambini?


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